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La Storia della Beata Vergine del Mirteto

(Book)

MOMENTI DI PREGHIERA AL MIRTETO
DATA
05 Gennaio
21:00/22:30
Veglia Mariana con estrazione del Santo Protettore dell’anno
I° Sabato del mese
21:00/22:30
Veglia Mariana
II° Domenica del mese
15:00/20:00
Pomeriggio al Mirto
16 Febbraio Festa Beata Vergine del Mirteto
Indulgenza Plenaria
Maggio (ogni giorno)
21:00
Fiaccolata
Mercoledì
15:00
Rosario al Mirto
Vigilia di Pentecoste
21:00/06:00
Fiaccolata S.Maria/S.Carlo e ritorno coll’immagine della B.V. del Mirteto
13 Agosto
23:00/03:00
Veglia in onore di S.Massimiliano M. Kolbe, Custode del luogo
31 Ottobre
21:00/03:00
Fiaccolata S.Maria valogno/S.Carlo in onore di tutti  i Santi (anti-Halloween)
27 novembre
20:00
Rinnovo delle consacrazioni personale – familiare – comunitaria
08 Dicembre
17:00
Fiaccolata
31 Dicembre
22:30/01:30
Veglia / Fiaccolata / S.Messa

 

Orari delle celebrazioni delle S. Messe
S. Maria a Valogno

Estive: Invernali:
Giorni Festivi ore 10:00 ore 10:00
ore 18:30 ore 18:00
Giorni Feriali ore 18:30 ore 18:00

Orari delle celebrazioni delle S. Messe
S.Carlo

Estive: Invernali:
Giorni Festivi ore 07:30 ore 07:30
ore 11:15
ore 11:15
Giorni Feriali ore 17:30
ore 17:00

Beata Vergine del Mirteto

Intorno all’anno 1000, una pastorella sordomuta, mentre portava il suo gregge  al pascolo, si accorse che mancava una capretta. Preoccupata, andò a cercarla. Avvistatala da lontano le tirava sassolini per  richiamarla, ma la capretta era impassibile. Arrivata nelle vicinanze la vide, come impietrita, fissare la pianta del mirto.
La pastorella, incuriosita dal comportamento della capretta, si avvicinò e, guardando nella stessa direzione, vide uscire, dai ramoscelli del mirto, un bagliore di luce che la investiva interamente. Presa da un sacro timore elevò la sua preghiera alla Vergine, a cui era tanto devota, e una pace non di questo mondo la pervase.
Questo incanto non durò molto, ma sembrava che il tempo si fosse fermato. Quando finì l’estasi, vide sotto la pianta di mirto un quadro raffigurante la Vergine Assunta.
Quale fu il suo stupore quando istintivamente elevò ad alta voce una preghiera alla Santissima Vergine: . . . parla! ! !  Sì, parla!
La pastorella, commossa, in lacrime, si avvicinò, prese il miracoloso quadro e con gioia lo portò in paese raccontando a tutti ciò che era accaduto.
Il popolo di S. Maria a Valogno, entusiasta, elevò preghiere di lode alla Vergine e volle fare di quella  data – era il 16 febbraio –  una ricorrenza di festa.
La notizia si sparse per tutto il territorio circostante, e ben presto si videro pellegrini accorrere per domandare grazie.

Innocenzo II

La Vergine in questo luogo vive con i suoi figli, che con fede affluiscono, una intimità piena di pace. E’ in questa atmosfera familiare che Ella, in un eccesso di amore, dona in forma speciale la misericordia di Dio. Infatti permette che si verifichi un evento straordinario per donarci l’indulgenza plenaria.
E’ il  1139.
Innocenzo II, il 23 luglio, si scontrò nel ter- ritorio di Galluccio con Ruggiero II il normanno.
Sconfitto, si rifugiò con i suoi presso il parroco di S. Maria a Valogno.
Tornato a Roma, il Papa, grato della generosa ospitalità ricevuta, felice della forte e sincera devozione che il popolo di S.Maria a Valogno nutriva per la Madonna, volle premiare la parroc- chia concedendo l’Indulgenza per il 16 febbraio.

Maria ci chiede

Ai giorni nostri un nuovo avvenimento ridesta la devozione dei fedeli. L’otto dicembre 2010, festa dell’Immacolata, una novella “pastorella”, legata da ormai dieci anni dal demonio, viene liberata proprio in questo luogo. La Provvidenza divina ci ha concesso di conoscere tanti partico- lari di carattere soprannaturale che gettano luce sull’intera vicenda, e ciò soprattutto attraverso le forzate risposte dello spirito maligno, costretto a rispondere in nome della SS. Trinità. Apprendia- mo così che è presente
la Regina Immacolata, che in atteggiamento solenne sgomina il nemico, il quale sotto forma di serpente, striscia via scomparendo nell’abisso. Al fianco della Vittoriosa c’è
una croce luminosa a mò di spada che Ella  conficca in terra, esprimendo così il possesso del luogo, e rivela la sua missione dicendo:
vengo a riprendere i miei figli”;
– San Massimiliano M. Kolbe che intercedeva. La presenza di questo santo è significativa, perché egli, il con- sacrato dell’Immacolata per eccellenza, rivela la strada con cui riprende- rà i suoi figli: la COSACRAZIONE AL SUO CUORE IMMACOLATO,
così come ha espresso a Fatima:

” Il Signore mi manda a voi, perché vuole instau- rare la devozione al mio Cuore immacolato”.

  1. Massimiliano M. afferma:

Noi dobbiamo condurre tutte le anime ai piedi dell’Immacolata. Dobbiamo conquistare tutto il mondo all’Immacolata, e per mezzo Suo al dolcissimo Cuore di Gesù, e ciò al più presto! Allora, all’attacco, all’offensiva cari figlioli! (CK 15.12.1936)
Pertanto questo luogo si prefigge di svegliare nel cuore dei pellegrini la consapevolezza del proprio battesimo e il desiderio di accogliere nel proprio cuore l’Immacolata come Regina, Madre e Maestra della propria anima, consacrandosi al Suo Cuore Immacolato.

 La sorgente

 A circa venti metri dal luogo, in cui fu ritrovato il quadro della Vergine del Mirteto, vi è una sorgente d’acqua, benedetta dalla presenza dell’Immacolata e ritenuta perciò parte del luogo santo.
Da sempre, infatti, tutti i fedeli che si recavano in pellegrinaggio per festeggiare la giornata del 16 febbraio, dopo aver partecipato alle varie funzioni religiose, riempivano le bottiglie per portarle a casa. Non è difficile comprendere il perché quasi sempre nei santuari mariani ci sono delle sorgenti: è il ricordo del battesimo che ci costituisce figli di Dio e quindi figli di sì grande Madre.

Il mirto

L’immagine della “Vergine del mirteto”fu trovata in un boschetto costituito in prevalenza da cespugli di lentisco e di mirto. – Per gli Ebrei, il mirto era simbolo di grazia divina, pace e gioia.
– Per i Romani, essendo un  arbusto sempreverde, era considerato come simbolo dell’immortalità. Contrariamente all’alloro, che ornava il capo del vincitore dopo una battaglia cruenta, la corona di mirto simboleggiava la vittoria conquistata in modo incruento. Inoltre era una pianta sacra a Venere, e quindi, considerata come simbolo di fecondità.
– Come pianta legata al matrimonio, durante il Rinascimento, viene associata alla fedeltà e all’amore eterno. Per la delicatezza ed il candore dei suoi fiori, infine, la pianta simboleggia la purezza e l’umiltà della Vergine Maria.   (da internet)
Tutte queste virtù ci riportano ancora una volta a S. Massimiliano M. Egli volle fondare la Milizia dell’Immacolata per formare i veri devoti di Maria, un vero e proprio esercito pronto  a cooperare con Lei, – la debellatrice di ogni eresia, la Donna che schiaccia il capo al serpente infernale – per l’avvento del Regno del Cuore sacratissimo di Gesù. Il senso della lotta non cruenta, della vittoria sicura contro il maligno, la fecondità nel convertire le anime, l’esuberanza della purezza e la forza dell’umiltà avvolta da un amore vero e divino, sono le virtù dei consacrati all’Immacolata, strumenti docili nelle sue mani. Egli stesso diceva: “Lo scopo della Milizia è diventato il mio ideale di vita”.
Così sia, e sempre più intensamente, per ciascuno di noi!

Maria

Regina,  madre,  maestra    

In questo quadro che si trova sull’Altare maggiore, ci viene presentata Maria
– come Regina – tutto le fa corona: la corte celeste con la presenza degli Angeli, la Chiesa con il Papa e la pastorella, nonché la Trinità pronta con la corona per proclamarla Regina;
– come  Madre – diversamente da tutte le immagini dell’Assunta, il cui volto è rivolto verso l’alto, questa ha lo sguardo verso la terra, come per dire: “Sempre vi proteggerò”;
– come Maestra – il Papa che la prega per attingere luce e sapienza da Colei che è la Madre della Sapienza.
Come Madre ci porta fra le sue braccia, stringendoci amorosamente al suo Cuore immacolato, soprattutto nei tratti più difficoltosi del nostro cammino.
Come Maestra ci insegna come avanzare lungo il cammino della vita, rivelandoci la Volontà divina. Lei, che è la Mediatrice di tutte le grazie, ci rende virtuosi nell’obbedienza.
Come Regina del Cielo e della terra ci coinvolge nella sua missione di schiacciare il “serpente antico” costituendoci suoi cavalieri.

Chiesa Beata Vergine del Mirteto

81037 S. Maria a Valogno di Sessa Aurunca (CE)

Sig.na Valentina